di Natalia Di Bartolo – Una delle tre lastre giovanili inedite a bulino di Francesco Di Bartolo, datata 1854, ovvero un tramite tra Catania e Napoli.
Questo saggio si fonda sul corpus di studi inedito di Natalia Di Bartolo su Francesco Di Bartolo (1826-1913), costruito attraverso ricerche d’archivio, documentazione e catalogazione ragionata delle opere. Per scelta editoriale, il presente ciclo di saggi non reca note a piè di pagina: i riferimenti documentari e critici restano sottesi al corpus originario, cui il testo continuamente si richiama. Poiché tale corpus ha introdotto, a partire dal 1990-91, dati, identificazioni, confronti e ricostruzioni assenti nella bibliografia precedente, la loro eventuale ripresa senza rinvio al presente lavoro e al corpus dell’autrice costituisce omissione della fonte primaria.
La Maria Santissima della Grazia, matrice integra, con la didascalia incisa alla rovescia, è, fra le lastre inedite giovanili, quella recante la firma del Di Bartolo quasi cancellata e la data 1854 incise nel metallo, e va considerata la più tarda del gruppo: costituisce il perno cronologico dell’insieme. Tale immagine della Madonna, essendo datata 1854, non può essere attribuita con piena sicurezza al periodo catanese in senso stretto, poiché è successiva alla Santa Marta del 1853, già determinante per l’ottenimento del primo sussidio del Decurionato di Catania per gli studi all’Accademia di Belle Arti di Napoli del Di Bartolo. L’incisione va dunque collocata più prudentemente in una fase di passaggio: o immediatamente prima della partenza per Napoli, oppure tra i primissimi lavori eseguiti in rapporto al nuovo ambiente. Il carattere ancora non accademico del segno, evidente soprattutto nel trattamento dello sfondo, non consente infatti di considerarla come una prova già pienamente napoletana.


La lastra della Maria SS. della Grazia stampata dall’autrice rispettando la biffatura dei contorni. Sono visibili le sbavature dovute alle barbe dei segni incisi, non rimosse. Matrice 107 x 80 mm., campo figurato 75 x 55 mm, Coll. N. Di Bartolo, Catania ©
Qui il giovane incisore tentò una resa ordinata e disciplinata di un soggetto sacro tradizionale, di un’immagine della Madonna molto venerata ancora oggi a Catania nella piccola cappella di via Santa Maria le Grazie, in pieno centro storico.

Il limite tecnico dell’incisore resta evidente: ogni superficie viene trattata allo stesso modo, il chiaroscuro è costruito per accumulo, il tratteggio si irrigidisce. L’ossidazione ha agito crudelmente, sorattutto sullo sfondo, che si dimostra comunque molto scolastico e di scarsa profondità. Il fatto che la matrice non sia stata biffata, ma che comunque i bordi ne siano stati volutamente intaccati con profondi segni incisi e la firma pressochè abrasa, può avere un doppio significato: o la lastra non era riuscita e veniva così resa teoricamente inutilizzabile (chi scrive l’ha stampata, nel 1984, anche priva dei segni laterali e della macchia che rimaneva al posto della firma, che non intaccano l’incisione vera e propria e dunque possono essere trattati in modo che non risultino visibili), oppure l’incisore aveva chiuso una qualche tiratura ed aveva inteso biffare la matrice senza rovinare le figure.

Il ritaglio della testa, riconducibile allo stesso soggetto della Maria SS. della Grazia non appare una prova iniziale, ma un esito successivo e problematico: le dimensioni maggiori originarie, la concentrazione ossessiva sul volto, la durezza del segno e la pesantezza dello sfondo indicano un tentativo non riuscito, seguito dal ritaglio della sola testa e deturpato sul petto da profondi tratti eseguiti intenzionalmente. Il frammento, di pochi centimetri per lato, non è casuale, ma costituisce una testimonianza materiale di una probabile insoddisfazione accettata e conservata.


La lastra raffigurante la Madonna, più ancora della Santa Marta, assume un valore documentario eccezionale: segna il punto di arrivo dell’apprendistato catanese; con essa questa fase si chiuse. Le matrici catanesi, pur nei loro limiti, rappresentano l’unico documento diretto della prima attività incisoria a bulino del Di Bartolo.
Bibliografia
Natalia Di Bartolo: Francesco Di Bartolo (1826–1913) incisore e pittore. Ricostruzione biografica e critica, catalogo ragionato esaustivo delle opere.
Studio inedito, integralmente compiuto, tutelato dall’autrice; il corpus è strutturato secondo criteri scientifici di attribuzione, riscontro documentario e comparazione formale ed è reso consultabile per finalità di studio su richiesta motivata e secondo le modalità stabilite dall’autrice.
Materiali consultati: opere originali appartenenti alla collezione privata dell’autrice; atti, documenti e testimonianze ricostruiti anche attraverso la memoria storica familiare, verificati e confrontati con fonti archivistiche; documenti d’archivio, volumi, repertori e fondi originali conservati presso:
Napoli: Archivio dell’Accademia di Belle Arti; Archivio di Stato; Biblioteca Nazionale “Vittorio Emanuele III”.
Roma: Calcografia Nazionale (oggi Istituto Centrale per la Grafica); Archivio di Stato; Biblioteca Nazionale Centrale.
Milano: Archivio e Biblioteca del Castello Sforzesco; Civiche Raccolte Grafiche e Fotografiche – Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli”.
Catania: Biblioteche Riunite Civica e A. Ursino Recupero; Archivio di Stato; Museo Vincenzo Bellini.
Collezioni e archivi privati in Italia e all’estero.
Il lavoro comprende la raccolta integrale della documentazione disponibile alla consultazione all’epoca delle ricerche, trascritta manualmente in modo fedele in un periodo in cui la riproduzione fotografica e le fotocopie non erano consentite. Non sono stati assunti come fonti critiche di riferimento gli studi e le brevi biografie pubblicati a partire dagli anni Sessanta e Settanta del Novecento, in quanto ritenuti privi di adeguato fondamento documentario e di verifiche dirette sulle opere e sui materiali d’archivio.
Per la bibliografia del corpus fondante si rinvia alla pagina dedicata.
Per lo statuto scientifico del corpus di studi su Francesco Di Bartolo (1826–1913), le note editoriali e le modalità di consultazione, si rinvia alla pagina dedicata.
Foto N. Di Bartolo © / dal web
