Francesco Di Bartolo (1826-1913), incisore e pittore
Biografia, corpus di studi, saggi del bicentenario e opere su OperaeOpera.
A cura di Natalia Di Bartolo
Per la restituzione iconografica, filologica e critica definitive di Francesco Di Bartolo.

FRANCESCO DI BARTOLO nacque a Catania il 17 gennaio 1826, da Antonino, giureconsulto, e da Giuseppina Consoli. Il fratello del padre, Giacomo (n. 1797), fu patriota ed uomo politico di grande carisma, rimanendo ancora oggi nella memoria collettiva dei catanesi e ricordato anche da un busto di Epifanio Licata nel Viale degli Uomini Illustri dell Giardino Bellini di Catania.
Fin da bambino, Francesco dimostrò grande propensione per l’Arte e poca per lo studio. Il padre lo avrebbe voluto avvocato o ingegnere, com’era tradizione di famiglia, ma “Ciccio”, così era chiamato affettuosamente da amici e parenti, non volle ascoltarlo. Il giovane Francesco, dopo un breve apprendistato a Catania, sotto la guida del pittore Giuseppe Gandolfo (1792-1855), che gli insegnò i primi rudimenti del disegno, e presso anonimi mestieranti locali di immagini sacre, nel 1854 ottenne per merito dal Decurionato di Catania una pensione di 288 ducati annui per apprendere in Napoli l’Arte dell’incisione.
A Napoli, in seno all’Accademia di Belle Arti, fu allievo dell’incisore messinese Tommaso Aloysio Juvara (1809-1875), che gli insegnò le finezze del disegno ornato e le tecniche della Calcografia classica, intuendo la portata della sua Arte e la strada da seguire per applicarla ed affermarsi. Fu così che, anche grazie ad un rinnovo del sussidio per merito da parte del Decurionato di Catania, da allievo più volte premiato nei Concorsi interni all’Istituto, nel 1860 completò gli studi accademici, ma non tornò in Sicilia: restò a Napoli, dove godeva della stima e dell’amicizia dei colleghi artisti, tra i quali il pittore Domenico Morelli (1823-1901). Fra le opere del periodo napoletano, Gl’Iconoclasti da Morelli, commissionati da Casa Savoia, segnano un passaggio decisivo nell’affermazione di Francesco Di Bartolo e preannunciano il successivo approdo romano accanto a Tommaso Aloysio Juvara.
Nella città partenopea, fra le varie correnti anti-accademiche, ferveva l’Arte del pittore abruzzese Filippo Palizzi (1818-1899), abile animalista. Il Di Bartolo, caro amico dell’artista, tradusse all’acquaforte diversi dipinti del Palizzi, che gli insegnò abilmente i segreti della pittura, ricevendo dall’amico siciliano altrettanto abili insegnamenti d’Arte incisoria. Rimasto a Napoli, dopo aver vissuto in prima persona il momento di gloria della Società Promotrice di Belle Arti di quella città, di cui fu uno dei primi soci, nel 1870 Francesco Di Bartolo fu nominato Professore Onorario dell’Accademia di Belle Arti di Napoli dove aveva studiato.
Dopo aver assolto tale prestigioso compito per un anno, nel 1872 si trasferì a Roma, al seguito del Maestro Aloysio Juvara, chiamato dal Ministro dell’Istruzione Pubblica nella nuova Capitale per il riordino della Regia Calcografia. Portato a compimento tale riordino, Aloysio Juvara fu quindi nominato direttore dell’istituto insieme a Paolo Mercurj. Si trattava di un Organismo statale che si occupava della traduzione ad incisione, soprattutto a bulino, della stampa e della diffusione delle opere d’Arte più importanti del patrimonio artistico italiano, promuovendone la conoscenza e diffondendone il valore, soprattutto presso il grande pubblico della contemporanea, agiata borghesia del Regno d’Italia.
In seno alla Regia Calcografia, poi Calcografia Nazionale e oggi Istutito Centrale per la Grafica, il Di Bartolo compì le sue più importanti ed impegnative incisioni a bulino, tra cui L’Amor Sacro e l’Amor Profano da Tiziano, la Madonna con Bambino dal Murillo e la Madonna delle Arpie da Andrea del Sarto. Ma non cessò di incidere all’acquaforte su propri disegni originali e con questa tecnica divenne uno dei ritrattisti più stimati e ricercati d’Europa, compiendo ritratti di regnanti, tra cui diversi componenti della Famiglia Savoja, quali per esempio il re Umberto I e la regina Margherita, ed Uomini Illustri del suo tempo, italiani e stranieri. Per tale fama, insignito di otto alte onorificenze italiane e straniere, fra cui una inglese legata al ritratto della regina Vittoria e una spagnola, incaricato dal Ministro dell’Istruzione pubblica, nel 1878 fu Giurato della Sezione Italiana all’Esposizione Universale di Parigi.
Rimasto scapolo per la completa dedizione all’Arte, il Di Bartolo, giunto alla fama ed all’agiatezza col valore del proprio lavoro, verso la fine del XIX secolo decise di vendere ad un prezzo simbolico alla Regia Calcografia i suoi rami più importanti che esulavano dalle commissioni dell’Istituto, affinché fossero, con quelli già di proprietà dell’Istituto, degnamente stampati e conservati. Essi sono ancora oggi patrimonio inestimabile della Calcoteca dell‘Istituto centrale per la Grafica di Roma.
Ritornato a Catania intorno agli anni Novanta del XIX secolo, fraterno amico di Giovanni Verga, di Federico De Roberto, di Mario Rapisardi, che affettuosamente lo chiamava nelle sue lettere Don Bartuliddu, e di diverse altre illustri personalità del mondo artistico e politico, trascorse serenamente gli anni della vecchiaia nella propria villa di Cibali, a Catania, dedicandosi nuovamente alla pittura, che, dopo la parentesi napoletana, aveva a lungo trascurato. La sua vista era irrimediabilmente compromessa dall’immane lavoro di applicazione degli anni trascorsi lavorando a bulino e gli impediva, purtroppo, di continuare ad incidere. La pittura, soprattutto di splendide nature morte, fu il suo impegno ed il suo svago negli ultimi anni, durante i quali non mancò di partecipare ancora attivamente alla vita artistica e politica di Catania.
Si spense nella sua amatissima città il 3 febbraio 1913. Aveva 87 anni. I concittadini, intervenuti in massa ai solenni funerali, gli tributarono onori principeschi. Riposa nella tomba di famiglia nel cimitero di Catania, all’ombra di quella croce di marmo bianco che egli stesso aveva deciso si ergesse, semplice e spoglia, sulla tomba dei Di Bartolo. Nella città che tanto amò rimase a suo ricordo soltanto una Scuola a lui intitolata. Ma l’Arte di Francesco Di Bartolo merita senz’altro non solo il ricordo, ma la diffusione e l’apprezzamento da parte di un pubblico ben più vasto.

Saggio fondativo di Natalia Di Bartolo
Leggi il saggio ↓
Francesco Di Bartolo (1826-1913) – Bicentenario della nascita
CORPUS DI STUDI su FRANCESCO DI BARTOLO (1826-1913)
di Natalia Di Bartolo, autrice del corpus di ricerca storico-artistica dedicato a Francesco Di Bartolo, incisore e pittore (1826-1913).
DICHIARAZIONE DI ESISTENZA, ORIGINE ACCADEMICA, TITOLARITÀ ESCLUSIVA E TUTELA LEGALE DEL CORPUS DI STUDI
Documento ufficiale di definizione dello statuto scientifico e del perimetro critico del corpus di studi di Natalia Di Bartolo su Francesco Di Bartolo:

La presente pagina non contiene il corpus di studi, ma ne attesta pubblicamente l’esistenza, la consistenza, la titolarità giuridica esclusiva e la tutela legale. Il corpus è definito e regolato dallo Statuto Scientifico su Francesco Di Bartolo.
Il corpus originario, in possesso esclusivo dell’autrice, consiste in un insieme organico e unitario di studi, materiali d’archivio, ricerche biografiche, analisi critiche e catalogazioni sistematiche, sviluppato a partire dagli inizi degli anni ’90 del secolo scorso, secondo i criteri scientifici accademici della disciplina storico-artistica, e concepito come monografia esaustiva di riferimento sulla figura e sull’opera di Francesco Di Bartolo.
Il corpus di studi di riferimento e di conservazione dedicato a Francesco Di Bartolo precede e fonda qualsiasi successiva elaborazione editoriale, critica o divulgativa, in quanto costituito da materiale di ricerca esaustivo, documentazione d’archivio, apparati critici e catalogazione sistematica.
La consultazione del corpus è riservata e avviene esclusivamente su richiesta motivata, a discrezione dell’autrice o dei soggetti legittimati alla tutela dell’opera, nel rispetto dell’unità del lavoro e della sua tutela legale. La titolarità del corpus e le relative facoltà di autorizzazione restano inerenti all’opera in quanto tale, secondo la disciplina vigente, anche oltre la persona dell’autrice.
Le richieste di consultazione devono essere inoltrate per iscritto all’autrice, secondo le modalità di contatto indicate sul sito https://operaeopera.com
L’indice del primo volume, inserito per chiarezza bibliografica, rende visibile l’ampiezza, l’articolazione e la continuità del corpus di studi in sei volumi su Francesco Di Bartolo (1826-1913).
INDICE VOL: I
PREMESSA … p. 1.
Parte prima (I) LA BIOGRAFIA.
Capitolo primo (I. 1.): 1826-1854:
da Catania a Napoli.
I. 1. 1. Le origini. … 9.
I. 1. 2. L’apprendistato catanese. … 13.
I. 1. 3. Il sussidio del Decurionato di Catania. … 16.
Capitolo secondo (I. 2.): 1855-1871:
il periodo napoletano.
I. 2. 1. Dal 21 maggio 1854 al 21 maggio 1856: i primi due anni a Napoli con il sussidio del Decurionato di Catania. … 21.
I. 2. 2. Dal 6 giugno 1856 al 6 giugno 1860: il rinnovo del sussidio e la conclusione degli studi accademici. … 26.
I. 2. 3. La Società Promotrice di Belle Arti di Napoli e Filippo Palizzi. … 32.
I. 2. 4. La crisi, dopo gli studi accademici. Il giudizio del Calamatta. … 36.
I. 2. 5. Gli ultimi anni a Napoli. La nomina a Professore Onorario del R. Istituto di Belle Arti. … 42.
Capitolo terzo (I. 3.): 1872-1892:
il periodo romano.
I. 3. 1. Da Napoli a Roma: un periodo di transizione. I primi contatti con la R. Calcografia. … 51.
I. 3. 2. La prima commissione: “L’Amor sacro e l’Amor profano” da Tiziano. I primi anni di lavoro presso la R.
Calcografia. … 58.
I. 3. 3. L’Esposizione Universale di Parigi del 1878. Il disegno e la commissione dell’incisione della “Madonna con putto” del Murillo. … 69.
I. 3. 4. L’incisione della “Madonna con putto”ed il disegno de “Il Giudizio Universale” di Michelangelo … 77.
I. 3. 5. L’incisione de “La Madonna delle Arpie” da Andrea del Sarto. La decadenza della R. Calcografia. … 84.
I. 3. 6. Gli ultimi anni del secolo tra Roma e Catania. La vendita dei rami alla R. Calcografia ed il concorso per il ritratto di Giuseppe Verdi. … 89.
Capitolo quarto (I. 4.): 1893-1913:
Il ritorno definitivo a Catania.
Gli ultimi anni.
I. 4. 1. L’incremento dell’attività pittorica. L’attività sociale e politica. Le amicizie. … 101.
I. 4. 2. La mostra “Permanente” del Circolo Artistico di Catania e la II Esposizione Agricola Siciliana. … 107.
I. 4. 3. Gli ultimi anni. … 111.
Parte seconda (II) L’ARTE.
Capitolo primo (II. 1):
I primi esperimenti d’incisione. II. 1. 1 “L’Immacolata” ed altre esercitazioni incisorie. … 119.
II. 1. 2. “S. Marta” e “Maria SS. della Grazia” con il suo particolare. … 126.
Capitolo secondo (II. 2):
Dai “Carlo V imperatore” a “Gl’Iconoclasti”, ovvero dal bulino all’acquaforte.
II. 2. 1. “Carlo V imperatore” e “S. Giorgio”. … 132.
II. 2. 2. “La Maddalena” e “S. Agata”. … 139.
II. 2. 3. Gli animali da Filippo Palizzi. … 146.
II. 2. 4. L’acquaforte più famosa: “Gl’Iconoclasti”. … 163.
Capitolo terzo (II. 3):
La produzione originale.
II. 3. 1. Le acqueforti originali. … 181.
II. 3. 2. La concezione artistica del ritratto in Francesco Di Bartolo. I ritratti. … 195.
Capitolo quarto (II. 4.):
Il “S. Carlo Borromeo” e la collaborazione con Tommaso Aloysio Juvara, Saro Cucinotta e Luigi Cecchi. II. 4. 1. “S. Carlo Borromeo”. … 223.
Capitolo quinto (II. 5):
I lavori per la R. Calcografia.
II. 5. 1. “L’Amor sacro e l’Amor profano” e le altre grandi opere a bulino. … 234.
II. 5. 2. Il disegno de “Il Giudizio Universale di Michelangelo. … 254.
Capitolo sesto (II. 6):
Le rimanenti opere incisorie e quelle disperse.
I disegni mai tradotti in incisione.
Gli schizzi.
II. 6. 1. Le rimanenti opere incisorie. Le incisioni disperse. … 262.
II. 6. 2. Tre disegni “a tutto effetto”. Gli schizzi. … 267.
Capitolo settimo (II. 7):
Di Bartolo pittore.
II. 7. 1. Nature morte, paesaggi ed animali … 276.
Illustrazioni nel testo:
Anonimo: RITRATTO DI DI BARTOLO … frontespizio.
Anonimo: LA MADRE, GIUSEPPINA CONSOLI. … 8.
E. Licata: IL TRIBUNO GIACOMO DI BARTOLO. … 12.
Boschetto: DI BARTOLO TRENTENNE. … 31.
G. Monteverde: RITRATTO DI DI BARTOLO. … 68.
Grite: DI BARTOLO, RAPISARDI ED ARDIZZONI. … 106.
C. Reina: RITRATTO DI DI BARTOLO. … 116.
A. Abate: RITRATTO DI DI BARTOLO. … 232.
A. Gandolfo: RITRATTO DI DI BARTOLO. … 266.
F. Longo Mancini: RITRATTO DI DI BARTOLO. … 295.
____________________
Il secondo volume contiene la trascrizione di tutti i documenti d’archivio del corpus; dal terzo al sesto volume il lavoro contiene la schedatura iconografica, critica e bibliografica esaustive dei lavori di incisione, pittura e grafica di Francesco Di Bartolo ad oggi noti.
Leggi la bibliografia ↓
Bibliografia del corpus di studi su Francesco Di Bartolo (1826-1913), esclusa la base archivistica diretta
La bibliografia del corpus rende visibile il quadro storico e critico di riferimento del presente lavoro.
Leggi i saggi ↓
SAGGI DEL BICENTENARIO DI FRANCESCO DI BARTOLO (1826-1913)
Tutti i saggi si fondano sul corpus di studi inedito di Natalia Di Bartolo su Francesco Di Bartolo (1826-1913), costruito attraverso ricerche d’archivio, documentazione e catalogazione ragionata delle opere. Poiché tale corpus ha introdotto, a partire dal 1990-91, dati, identificazioni, confronti e ricostruzioni assenti nella bibliografia precedente, la loro eventuale ripresa senza rinvio al presente lavoro e al corpus dell’autrice costituisce omissione della fonte primaria.
DICHIARAZIONE PRELIMINARE A CIASCUN SAGGIO
Il lavoro di ricerca su Francesco Di Bartolo (1826-1913) si fonda su un corpus di studi organico, strutturato e scientificamente definito, la cui natura, composizione, statuto metodologico, regime di tutela e modalità di consultazione sono stabiliti nei documenti ufficiali già pubblicati e sottoscritti dall’autrice, ai quali si rinvia integralmente. Tali documenti costituiscono l’unica sede legittima di definizione del corpus e ne fissano in modo vincolante i criteri scientifici, filologici e critici.
La decisione di elaborare, tutelare e rendere pubblico il corpus in piena autonomia, al di fuori di convegni, presentazioni istituzionali, patrocinî o investiture accademiche preliminari, è una scelta metodologica consapevole, storicamente fondata e deliberatamente assunta. Essa si colloca in una tradizione critica consolidata, nella quale la legittimazione del lavoro di ricerca non deriva da ratifiche esterne, ma dalla qualità dell’indagine, dalla verifica delle fonti, dalla coerenza del metodo e dalla responsabilità autoriale.
In questo quadro, l’assenza di un’investitura accademica non costituisce una lacuna, ma un presupposto operativo. Le istituzioni potranno eventualmente confrontarsi con il corpus, assumerlo come riferimento o svilupparne criticamente i contenuti, ma non rivendicarne diritti di priorità, di autorizzazione o di ratifica, che restano estranei alla sua genesi e alla sua struttura.
Le pubblicazioni che si innestano sul corpus, saggi, studi tematici, contributi critici, non ne costituiscono una sintesi né una sostituzione, ma ne rappresentano il corredo interpretativo e la sede di emersione pubblica. Il corpus resta, per la sua natura esaustiva e sistematica, il fondamento scientifico di riferimento sull’opera e sulla figura di Francesco Di Bartolo, al quale ogni sviluppo successivo, interno o esterno, è tenuto a rapportarsi.
AVVERTENZA METODOLOGICA
I testi critici derivati dal corpus sono redatti in forma discorsiva, senza apparato di note a piè di pagina. Le fonti, i documenti e i materiali su cui si fondano sono integralmente ricompresi nel corpus di studi di riferimento e nella bibliografia dichiarata. Il corpus assume come oggetto scientifico le trascrizioni documentarie e la loro analisi critica; la validità del lavoro si fonda sulla verifica interna delle fonti e sulla responsabilità autoriale. La verifica scientifica è assunta nel corpo stesso dell’argomentazione, secondo una prassi critica che non separa il metodo dal testo.
Natalia Di Bartolo
Catania, 17 dicembre 2025
Guarda le opere e leggi i rispettivi saggi ↓
LE OPERE

Cataloghi pubblici e sedi di conservazione
Diverse opere di Francesco Di Bartolo risultano censite nel Catalogo generale dei Beni Culturali.
Tra le sedi di conservazione delle sue opere figura anche l’IstitutoCentrale per la Grafica di Roma.
Foto Archivio OperaeOpera
© Natalia Di Bartolo. Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione senza previo consenso scritto dell’autrice.
>>English Version:
SCIENTIFIC STATUS – EDITORIAL NOTES
Francesco Di Bartolo (1826-1913), engraver and painter
Edited by Natalia Di Bartolo.
For the definitive iconographic, philological and critical restitution of Francesco Di Bartolo.

Francesco Di Bartolo was born in Catania on 17 January 1826 to Antonino, a jurist, and Giuseppina Consoli. His father’s brother, Giacomo (b. 1797), was a patriot and political figure of strong public stature, whose name remained in the collective memory of Catania.
From childhood Francesco showed a marked inclination toward art and little interest in formal study. His father would have preferred him to become a lawyer or an engineer, according to family tradition, but “Ciccio”, as he was affectionately called by relatives and friends, chose another path. After a brief apprenticeship in Catania under the painter Giuseppe Gandolfo (1792-1855), who gave him his first training in drawing, and among anonymous local craftsmen producing sacred images, in 1854 he obtained on merit from the Decurionato of Catania a stipend of 288 ducats a year in order to learn the art of engraving in Naples. There, within the Academy of Fine Arts, he studied under the Messinese engraver Tommaso Aloysio Juvara (1809-1875), who taught him the refinements of ornamental drawing and the techniques of classical printmaking, understanding both the scope of his artistic talent and the direction in which it might fully affirm itself.
Thanks also to the renewal of that grant on grounds of merit, Francesco Di Bartolo, already repeatedly awarded in the Academy’s internal competitions, completed his studies in 1860, but did not return to Sicily. He remained in Naples, where he enjoyed the esteem and friendship of fellow artists, among them the painter Domenico Morelli (1823-1901). Among the key works of his Neapolitan period, Gl’Iconoclasti after Morelli, commissioned by the House of Savoy, mark a decisive step in his artistic affirmation and foreshadow his subsequent Roman phase alongside Tommaso Aloysio Juvara. In Naples, amid the various anti-academic currents, the art of the Abruzzese painter Filippo Palizzi (1818-1899), masterly interpreter of animal subjects, flourished with particular force. Di Bartolo, a close friend of the artist, translated several of Palizzi’s paintings into etching, while Palizzi in turn introduced him more deeply to the practice and secrets of painting. Remaining in Naples, after personally witnessing the great season of the Società Promotrice di Belle Arti, of which he was one of the first members, Francesco Di Bartolo was appointed Honorary Professor at the Academy of Fine Arts of Naples in 1870.
After serving in that prestigious role for a year, he moved to Rome in 1872, following his master Aloysio Juvara, who had been summoned by the Minister of Public Education to the new capital in order to reorganize the Regia Calcografia, the state institution responsible for translating into engraving, especially burin engraving, printing, and circulating the most important works of Italian artistic heritage, thereby promoting their knowledge and diffusion among the broader cultured bourgeois public of the Kingdom of Italy.
Within the Regia Calcografia, then the Calcografia Nazionale, now Istituto Centrale per la Grafica, Di Bartolo carried out his most important and demanding burin engravings, among them L’Amor Sacro e l’Amor Profano after Titian, the Madonna con Bambino after Murillo, and the Madonna delle Arpie after Andrea del Sarto.
Yet he never ceased to etch from his own original drawings, and through this technique he became one of the most esteemed and sought-after portrait engravers in Europe, producing likenesses of sovereigns, including several members of the House of Savoy, such as King Umberto I and Queen Margherita, as well as distinguished men of his age, Italian and foreign alike. In recognition of this fame, and honoured with eight high Italian and foreign distinctions, including an English one connected with his portrait of Queen Victoria and a Spanish one, he was appointed in 1878 by the Minister of Public Education as juror for the Italian Section at the Paris Universal Exposition.
Having remained unmarried through total dedication to art, Di Bartolo, once he had achieved renown and prosperity through the value of his work, decided toward the end of the nineteenth century to sell at a symbolic price to the Regia Calcografia his most important copperplates outside the Institute’s commissions, so that they, together with those already owned by the Institute, might be properly printed and preserved. They still form part of the inestimable holdings of the Calcoteca of the Istituto Centrale per la Grafica in Rome.
Returning to Catania around the last decade of the nineteenth century, a close friend of Giovanni Verga, Federico De Roberto, Mario Rapisardi, who affectionately called him Don Bartuliddu in his letters, and of various other leading artistic and political figures, he spent the years of old age peacefully in his villa at Cibali, devoting himself once more to painting, which after the Neapolitan period he had long neglected.
His eyesight had been irreparably compromised by the immense effort of years spent working with the burin, and this unfortunately prevented him from continuing to engrave. Painting, especially splendid still lifes, became both occupation and solace in his later years, during which he nonetheless continued to take an active part in the artistic and political life of Catania.
He died in his beloved city on 3 February 1913 at the age of eighty-seven. The citizens, who attended his solemn funeral in large numbers, paid him princely honours. He rests in the family tomb in the cemetery of Catania beneath that white marble cross which he himself had wished to rise, simple and bare, above the Di Bartolo sepulchre. In the city he loved so much, only a school named after him remained as a durable memorial.
Yet the art of Francesco Di Bartolo deserves not only remembrance, but dissemination and appreciation by a much wider public.

Official document defining the scientific status and the critical perimeter of the corpus of studies by Natalia Di Bartolo on Francesco Di Bartolo.
Declaration of the Existence, Academic Origin, Exclusive Ownership, and Legal Protection of the Corpus of Studies

This page does not contain the corpus of studies, but publicly attests to its existence, scope, exclusive legal ownership, and protection.
The corpus, in the exclusive possession of the author, consists of an organic and unified body of studies, archival materials, biographical research, critical analyses, and systematic cataloguing, developed since the early 1990s in accordance with the academic scientific criteria of art-historical scholarship, and conceived as a comprehensive reference monograph on the life and work of Francesco Di Bartolo.
The corpus of reference and conservation studies dedicated to Francesco Di Bartolo precedes and underpins any subsequent editorial, critical, or divulgative elaboration, insofar as it is constituted by exhaustive research material, archival documentation, critical apparatus, and systematic cataloguing.
Access to the corpus is restricted and granted exclusively upon reasoned request, at the discretion of the author or of those legally entrusted with the protection of the work, in respect of the unity of the research and its legal safeguards. Ownership of the corpus and the related powers of authorization remain inherent to the work as such, in accordance with the applicable legislation, also beyond the person of the author.
Requests for consultation must be submitted in writing to the author, according to the contact details indicated on the website.
The index of the first volume, included here for bibliographic clarity, makes visible the breadth, articulation and continuity of the six-volume corpus of studies on Francesco Di Bartolo (1826-1913).
INDEX VOL: I
PREMESSA … p. 1.
Parte prima (I) LA BIOGRAFIA.
Capitolo primo (I. 1.): 1826-1854:
da Catania a Napoli.
I. 1. 1. Le origini. … 9.
I. 1. 2. L’apprendistato catanese. … 13.
I. 1. 3. Il sussidio del Decurionato di Catania. … 16.
Capitolo secondo (I. 2.): 1855-1871:
il periodo napoletano.
I. 2. 1. Dal 21 maggio 1854 al 21 maggio 1856: i primi due anni a Napoli con il sussidio del Decurionato di Catania. … 21.
I. 2. 2. Dal 6 giugno 1856 al 6 giugno 1860: il rinnovo del sussidio e la conclusione degli studi accademici. … 26.
I. 2. 3. La Società Promotrice di Belle Arti di Napoli e Filippo Palizzi. … 32.
I. 2. 4. La crisi, dopo gli studi accademici. Il giudizio del Calamatta. … 36.
I. 2. 5. Gli ultimi anni a Napoli. La nomina a Professore Onorario del R. Istituto di Belle Arti. … 42.
Capitolo terzo (I. 3.): 1872-1892:
il periodo romano.
I. 3. 1. Da Napoli a Roma: un periodo di transizione. I primi contatti con la R. Calcografia. … 51.
I. 3. 2. La prima commissione: “L’Amor sacro e l’Amor profano” da Tiziano. I primi anni di lavoro presso la R.
Calcografia. … 58.
I. 3. 3. L’Esposizione Universale di Parigi del 1878. Il disegno e la commissione dell’incisione della “Madonna con putto” del Murillo. … 69.
I. 3. 4. L’incisione della “Madonna con putto”ed il disegno de “Il Giudizio Universale” di Michelangelo … 77.
I. 3. 5. L’incisione de “La Madonna delle Arpie” da Andrea del Sarto. La decadenza della R. Calcografia. … 84.
I. 3. 6. Gli ultimi anni del secolo tra Roma e Catania. La vendita dei rami alla R. Calcografia ed il concorso per il ritratto di Giuseppe Verdi. … 89.
Capitolo quarto (I. 4.): 1893-1913:
Il ritorno definitivo a Catania.
Gli ultimi anni.
I. 4. 1. L’incremento dell’attività pittorica. L’attività sociale e politica. Le amicizie. … 101.
I. 4. 2. La mostra “Permanente” del Circolo Artistico di Catania e la II Esposizione Agricola Siciliana. … 107.
I. 4. 3. Gli ultimi anni. … 111.
Parte seconda (II) L’ARTE.
Capitolo primo (II. 1):
I primi esperimenti d’incisione. II. 1. 1 “L’Immacolata” ed altre esercitazioni incisorie. … 119.
II. 1. 2. “S. Marta” e “Maria SS. della Grazia” con il suo particolare. … 126.
Capitolo secondo (II. 2):
Dai “Carlo V imperatore” a “Gl’Iconoclasti”, ovvero dal bulino all’acquaforte.
II. 2. 1. “Carlo V imperatore” e “S. Giorgio”. … 132.
II. 2. 2. “La Maddalena” e “S. Agata”. … 139.
II. 2. 3. Gli animali da Filippo Palizzi. … 146.
II. 2. 4. L’acquaforte più famosa: “Gl’Iconoclasti”. … 163.
Capitolo terzo (II. 3):
La produzione originale.
II. 3. 1. Le acqueforti originali. … 181.
II. 3. 2. La concezione artistica del ritratto in Francesco Di Bartolo. I ritratti. … 195.
Capitolo quarto (II. 4.):
Il “S. Carlo Borromeo” e la collaborazione con Tommaso Aloysio Juvara, Saro Cucinotta e Luigi Cecchi. II. 4. 1. “S. Carlo Borromeo”. … 223.
Capitolo quinto (II. 5):
I lavori per la R. Calcografia. II. 5. 1. “L’Amor sacro e l’Amor profano” e le altre grandi opere a bulino. … 234.
II. 5. 2. Il disegno de “Il Giudizio Universale di Michelangelo. … 254.
Capitolo sesto (II. 6):
Le rimanenti opere incisorie e quelle disperse.
I disegni mai tradotti in incisione.
Gli schizzi.
II. 6. 1. Le rimanenti opere incisorie. Le incisioni disperse. … 262.
II. 6. 2. Tre disegni “a tutto effetto”. Gli schizzi. … 267.
Capitolo settimo (II. 7):
Di Bartolo pittore.
II. 7. 1. Nature morte, paesaggi ed animali … 276.
Illustrazioni nel testo:
Anonimo: RITRATTO DI DI BARTOLO … frontespizio.
Anonimo: LA MADRE, GIUSEPPINA CONSOLI. … 8.
E. Licata: IL TRIBUNO GIACOMO DI BARTOLO. … 12.
Boschetto: DI BARTOLO TRENTENNE. … 31.
G. Monteverde: RITRATTO DI DI BARTOLO. … 68.
Grite: DI BARTOLO, RAPISARDI ED ARDIZZONI. … 106.
C. Reina: RITRATTO DI DI BARTOLO. … 116.
A. Abate: RITRATTO DI DI BARTOLO. … 232.
A. Gandolfo: RITRATTO DI DI BARTOLO. … 266.
F. Longo Mancini: RITRATTO DI DI BARTOLO. … 295.
____________________
The second volume contains the transcription of all the archival documents of the corpus; from the third to the sixth volume, the work includes the exhaustive iconographic, critical and bibliographic cataloguing of the works in engraving, painting and graphic art by Francesco Di Bartolo known to date.
Read the Bibiography ↓
Bibliography of the corpus of studies on Francesco Di Bartolo (1826-1913), excluding the direct archival base
The bibliography of the corpus makes visible the historical and critical frame of reference of the present work.
Read the essays ↓
ESSAYS FOR THE BICENTENARY OF FRANCESCO DI BARTOLO, 1826-2026
These essays are based on Natalia Di Bartolo’s unpublished research corpus on Francesco Di Bartolo (1826–1913), built through archival research, documentation, and the reasoned cataloguing of the works. Since that corpus introduced, from 1990–91 onward, data, identifications, comparisons, and reconstructions absent from earlier bibliography, any subsequent use of them without reference to the present work and to the author’s corpus constitutes omission of the primary source.
Preliminary declaration applicable to each essay
The research work on Francesco Di Bartolo (1826-1913) is based on an organic, structured, and scientifically defined corpus of studies, whose nature, composition, methodological status, protection regime, and consultation procedures are established in the official documents already published and signed by the author, to which full reference is made. These documents constitute the sole legitimate locus for the definition of the corpus and determine in a binding manner its scientific, philological, and critical criteria.
The decision to elaborate, protect, and make the corpus public in full autonomy, outside conferences, institutional presentations, sponsorships, or preliminary academic appointments, is a conscious, historically grounded, and deliberately assumed methodological choice. It is situated within a consolidated critical tradition, in which the legitimation of research work does not derive from external ratifications, but from the quality of investigation, the verification of sources, the coherence of method, and authorial responsibility.
Within this framework, the absence of an academic appointment does not constitute a shortcoming, but an operational presupposition. Institutions may eventually engage with the corpus, adopt it as a reference, or critically develop its contents, but may not claim rights of priority, authorization, or ratification, which remain extraneous to its genesis and structure.
Publications that graft onto the corpus, essays, thematic studies, critical contributions, do not constitute a synthesis or a substitution of it, but represent its interpretative corollary and the site of its public articulation. By virtue of its exhaustive and systematic nature, the corpus remains the scientific foundation of reference for the work and the figure of Francesco Di Bartolo, to which any subsequent development, internal or external, is required to relate.
Methodological notice
The critical texts derived from the corpus are written in discursive form, without footnote apparatus. The sources, documents, and materials on which they are based are fully included in the reference corpus of studies and in the declared bibliography. The corpus assumes as its scientific object the documentary transcriptions and their critical analysis; the validity of the work is grounded in the internal verification of sources and in authorial responsibility. Scientific verification is embedded within the body of the argument itself, according to a critical praxis that does not separate method from text.
Natalia Di Bartolo
Catania, 17 December 2025
See the works and read the related essays ↓
THE WORKS

Public catalogues and holding institutions
Several works by Francesco Di Bartolo are listed in the General Catalogue of Cultural Heritage.
The Istituto Centrale per la Grafica in Rome is also among the institutions holding his works.
♦♦♦

Photos OperaeOpera archive
© Natalia Di Bartolo. All rights reserved. No reproduction permitted without prior written consent of the author.
Condividi:
- Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
- Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
- Altro
- Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn
- Condividi su Pinterest (Si apre in una nuova finestra) Pinterest
- Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
- Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
- Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa
