di Natalia Di Bartolo – La Maddalena di Francesco Di Bartolo, incisione a bulino dedicata alla città di Catania per il rinnovo del sussidio nel 1856, illumina gli anni della formazione napoletana.
Le opere di Francesco Di Bartolo presentate singolarmente, in ordine cronologico, con immagini e testi ricavati dai saggi del corpus critico, per renderne autonoma e leggibile la fisionomia storica, tecnica e artistica. Poiché tale corpus ha introdotto, a partire dal 1990-91, dati, identificazioni, confronti e ricostruzioni assenti nella bibliografia precedente, la loro eventuale ripresa senza rinvio al presente lavoro e al corpus dell’autrice costituisce omissione della fonte primaria.
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Marzo 2026
Gli atti del Decurionato di Catania, nel 1856, ricordano che il ritratto di Carlo V imperatore costituiva una «testimonianza irreparabile» del talento di Francesco Di Bartolo, insieme ai certificati rilasciati dal Direttore e dal Professore d’incisione del Real Istituto di Belle Arti e alla relazione del Ministro degli Affari di Sicilia, che assicurava come Di Bartolo promettesse rapidi progressi nelle incisioni.
Per ringraziare la città di Catania, che gli aveva concesso di proseguire gli studi all’Accademia di Belle Arti di Napoli nella classe di Tommaso Alysio Juvara, con la concessione del secondo sussidio, egli eseguì tra il 1855 e il 1857 l’incisione La Maddalena da un dipinto di Carlo Dolci, dedicandola alla propria patria con la frase incisa sotto l’immagine: “A Catania / sua Patria / questo primo fiore di gratitudine”, preceduta da una piccola figura allegorica di Minerva con elmo e lancia. L’opera si colloca dunque tra le prove più precoci dell’attività napoletana di Di Bartolo e testimonia il legame ancora fortissimo con la città che gli aveva permesso di intraprendere il percorso di formazione artistica.

L’immagine deriva da uno dei modelli più celebri della pittura devozionale seicentesca. Il dipinto di Carlo Dolci, noto per la sua intensità emotiva e per la raffinata resa degli incarnati e delle superfici, appartiene a quella tradizione pittorica nella quale la figura sacra è isolata entro uno spazio essenziale e immersa in una luce morbida e concentrata. Di Bartolo traduce questo linguaggio pittorico attraverso gli strumenti rigorosi della calcografia, ricostruendo l’immagine mediante una trama estremamente ordinata di segni incisi.
La figura della Maddalena è modellata attraverso un tratteggio progressivo e calibrato che segue con grande precisione l’andamento delle forme. Il volto, leggermente inclinato e rivolto verso l’alto, è costruito con una fitta rete di linee sottilissime che modulano con delicatezza i passaggi tonali. Il bulino lavora con estrema attenzione nelle zone più sensibili dell’incarnato, lasciando respirare la carta nelle parti illuminate e addensando i segni nelle ombre, così da ottenere un modellato morbido e continuo che restituisce l’intensità contemplativa dell’espressione.

