Francesco Di Bartolo: Giovanni Battista Vico e l’anello venduto per la Scienza Nuova

di Natalia Di Bartolo – Francesco Di Bartolo, incisore dell’Ottocento: rara acquaforte da Biagio Molinaro per la Promotrice di Napoli.

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La rara acquaforte di Francesco Di Bartolo raffigurante  Giovanni Battista Vico che si reca a vendere un anello da un rigattiere-usuraio ebreo per dare alle stampe La Scienza Nuova, appartiene alla stagione napoletana dell’incisore e ne mostra un versante civile, urbano e moralmente esemplare, diverso tanto dal repertorio animalistico derivato da Filippo Palizzi (1818-1899) quanto dalle grandi prove di traduzione storico-letteraria da Domenico Morelli (1823-1901).

Francesco Di Bartolo: Giovanni Battista Vico si reca a vendere un anello da un rigattiere-usuraio ebreo per dare alle stampe La Scienza Nuova, da Biagio Molinaro, acquaforte, Napoli 1866, matrice mm 304 x 230, campo inciso mm235 x 170, foglio avanti lettera mm 450 x350, Coll. Natalia Di Bartolo, Catania

Il foglio qui esaminato si presenta in stato di avanti lettera: proprio questa condizione, privandolo del sostegno esplicativo dell’iscrizione, obbliga a leggere l’immagine nella sua costruzione interna, prima che nel suo titolo.

Il dipinto da tradurre era opera di Biagio Molinaro (1825-1868) e risaliva al 1863. Nell’esemplare con lettera dell’incisione, registrato dalla documentazione catalografica del Ministero della Cultura attraverso l’ICCD, si leggono le indicazioni “Biagio Molinaro dip.” e “Francesco Di Bartolo inc.” e  l’iscrizione “BIAGIO MOLINARO DIP., FRANCESCO DI BARTOLO INC.”, “LA SOCIETÀ PROMOTRICE DI BELLE ARTI IN NAPOLI AI SCRITTORI SUOI IV ANNO MDCCCLXVI”; insieme al testo relativo alla necessità in cui Vico si trovò di vendere l’anello per stampare la Scienza Nuova. L’appartenenza dell’acquaforte al sistema della Promotrice risulta dunque attestata, non soltanto deducibile dalla funzione pubblica dell’immagine: era il foglio per i soci del 1866.

La scena è costruita davanti alla porta del rigattiere. Vico, con l’opera sotto il braccio, si ferma prima di entrare; nella mano si riconosce il piccolo oggetto destinato a essere ceduto e l’intera immagine si organizza intorno a quel gesto.

Francesco Di Bartolo: Giovanni Battista Vico, particolare delle mani con l’anello

La porta non è semplice elemento architettonico, ma il limite concreto oltre il quale la necessità privata diventa atto pubblico: il sacrificio economico e privato dell’anello consente infatti la nascita tipografica di un’opera destinata alla storia del pensiero. L’insegna “Isaac Rigattiere”, leggibile sulla porta, non lascia la scena nell’indeterminatezza, ma la colloca dentro una realtà urbana precisa, quasi quotidiana, nella quale la grandezza intellettuale passa attraverso una transazione umile, aspra e materialissima.

Francesco Di Bartolo: Giovanni Battista Vico, particolare del rigattiere Isaac alla finestra

La figura di Isaac, affacciata alla finestra laterale, introduce un secondo sguardo dentro l’immagine. Il bieco personaggio valuta il cliente sul quale lucrare, lo attende prima ancora che varchi l’ingresso. Il filosofo appare così esposto alla necessità, colto in un momento di dignità ferita; non è rappresentato nell’aula, nello studio o nella gloria postuma, bensì nel punto in cui il pensiero deve pagare il proprio accesso alla stampa con un bene personale. Da questa tensione nasce la forza morale del foglio.

Francesco Di Bartolo: Giovanni Battista Vico, particolare

Straordinaria è la resa dei materiali, in particolare nella manica e nel mantello di Vico, dove il velluto è costruito attraverso una trama incisoria all’acquaforte fitta, morbida e insieme controllata, capace di suggerire il peso della stoffa senza irrigidire la figura. Anche il rapporto fra corpo, muro, porta e finestra è governato con sicurezza: Di Bartolo non si limita a riprodurre un soggetto edificante, ma traduce la scena in un’immagine leggibile, solida, destinata alla circolazione e insieme dotata di qualità incisoria superiore, ma  leggermente di routine rispetto ai suoi parametri. Il che, ovviamente, è da attribuirsi sia al carattere didascalico richiesto dal soggetto, che alla sua destinazione finale e inevitabilmente seriale per i soci.

Questo Giovanni Battista Vico conferma dunque l’ampiezza della produzione napoletana di Francesco Di Bartolo. Accanto ai fogli da Palizzi, ai soggetti della Promotrice, alle prove da Morelli e ai ritratti, l’acquaforte da Molinaro mostra un artista capace di affrontare un tema civile con sobrietà e voluta chiarezza narrativa, ma ugualmente efficace per la distribuzione, non rinunciando alla finezza tecnica. Un foglio raro e significativo, nel quale la funzione promotrice dell’immagine, la memoria di Vico e la maturità dell’incisore si incontrano in una delle prove più singolari e rare della sua stagione napoletana.

Natalia Di Bartolo

Bibliografia

Natalia Di BartoloFrancesco Di Bartolo (1826–1913) incisore e pittore. Ricostruzione biografica e critica, catalogo ragionato esaustivo delle opere.
Studio inedito, integralmente compiuto, tutelato dall’autrice; il corpus è strutturato secondo criteri scientifici di attribuzione, riscontro documentario e comparazione formale ed è reso consultabile per finalità di studio su richiesta motivata e secondo le modalità stabilite dall’autrice.

Materiali consultati: opere originali appartenenti alla collezione privata dell’autrice; atti, documenti e testimonianze ricostruiti anche attraverso la memoria storica familiare, verificati e confrontati con fonti archivistiche; documenti d’archivio, volumi, repertori e fondi originali conservati presso:

Napoli: Archivio dell’Accademia di Belle Arti; Archivio di Stato; Biblioteca Nazionale “Vittorio Emanuele III”.

Roma: Calcografia Nazionale (oggi Istituto Centrale per la Grafica); Archivio di Stato; Biblioteca Nazionale Centrale.

Milano: Archivio e Biblioteca del Castello Sforzesco; Civiche Raccolte Grafiche e Fotografiche – Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli”.

CataniaBiblioteche Riunite Civica e A. Ursino Recupero; Archivio di Stato; Museo Vincenzo Bellini.

Collezioni e archivi privati in Italia e all’estero.

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Foto © N. Di Bartolo


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