Il nuovo CD di ROBERTO ALAGNA “Ma vie est un’Opéra”: la vita è un misterioso gioco di specchi guidato dal destino (following excerpts of french and english translation)

By  © Natalia Di Bartolo -
(Following excerpts of French and English translation) - 

Il nuovo CD di Roberto Alagna, “Ma vie est un Opéra”, è uscito per la Deutsche Grammophon – Universal Music France – SCPP il 17 novembre 2014. 10380753_826281510745771_6784776569620447795_n Al di là di tutto ciò che è stato scritto in proposito per decriptarne la scelta del contenuto, inusuale e comunque non commerciale e di gran gusto, che ripercorre, a detta dell’interprete stesso, i momenti salienti della sua vita personale rispecchiati nelle note adorate dell’Opera (da cui il titolo del CD stesso), un brivido passa attraverso l’intera nuova produzione discografica dell’artista siculo-francese. Un filo conduttore, che appare volutamente non sempre messo a fuoco, in un consapevole, criptico ordine sparso di pezzi di un puzzle i cui reconditi risvolti restino volutamente celati, percorre ogni brano, accompagnando a posteriori, ma ancora guardando al futuro, un percorso personale ed artistico che sembra predestinato. Il protagonista stesso pare riconoscerlo qui come tale, avendo superato e superando con la possente e misteriosa forza della Musica le proprie vicissitudini della vita attraverso il dono inestimabile che gli è stato fatto dal Creatore, ma che ha saputo perseguire con instancabile e ammirevole perseveranza e volontà di sfiorare la perfezione. Ancora oggi, superata la soglia dei cinquant’anni, Roberto Alagna segue tale destino, dal quale può e deve aspettarsi altre prove e conseguenti successi: la sua sembra una giovinezza personale e vocale inarrestabile.

Roberto Alagna
Roberto Alagna

Il Roberto di oggi è stato all’inizio Robertino, quel ragazzino timido e gracile, consapevole dei propri limiti, ma che pian piano ha preso consapevolezza di sé e si è, a suo dire, identificato con Cyrano, prefiggendosi di imitarlo e riuscendo a trovare pari volontà di eccellenza in ogni cosa che non fossero i propri “difetti”: è stata la chiave di tutto, del suo successo e della sua carriera ormai trentennale; ma è anche la chiave per leggere fra le righe della sua vita e della sua carriera. Quello che viene fuori dall’ascolto di questa registrazione è innanzitutto il desiderio di raccontarsi attraverso l’Opera; un misterioso gioco di specchi tra il protagonista ed i personaggi che interpreta, tra le sue vicissitudini personali e quelle dei suoi “eroi”, non sempre positivi, ma tutti umanissimi e vissuti con grande intensità. L’intensità di partecipazione a ciò Alagna che canta è fortissima: non c’è parola che non sia pronunziata in musica insieme a tutti i suoi più nascosti significati e che non sia espressa anche con perfetta padronanza vocale. 10985027_975555779151676_4013244676260057493_n Chi scrive considera come la voce di Roberto Alagna sia definibile quale “voce da teatro”, ovvero che per natura sia strutturata per essere ascoltata dal vivo, lì dove riveli ogni sua sfaccettatura e si dimostri totalmente priva di distorsioni…e quindi si ritenga solo “prestata” alle registrazioni, tanto più quanto più esse siano sosfisticate. Ecco quindi la volontà di mantenere il più possibile integra la veridicità di ogni brano. Pure i fiati che precedono l’emissione sono stati mantenuti nella registrazione, curata magistralmente da Frédérico Alagna, fratello del tenore, esperto musicista, oltre che ottimo artista delle arti visive; ed è palese che questo sia stato fatto nell’assoluto rispetto del realismo della performance.

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Il tutto sotto la bacchetta preziosa di Yvan Cassar, che di suo a tratti fa veramente “fiorire” i brevi momenti orchestrali che è dato ascoltare e che sostiene e accompagna il tenore, affiancato gradevolmente in tre brani dal soprano Aleksandra Kurzak, con la professionalità e la compartecipazione del Maestro e dell’amico, lungo l’intera produzione musicale in questione, alla guida della ottima London Orchestra.

L’impostazione e l’emissione di Roberto Alagna in questo nuovo CD sono quanto di meglio egli possa ottenere oggi dai suoi mezzi vocali. La sua voce è cambiata negli anni, è maturata, la potenza non è venuta meno, ma il suono si è come “appianato”, aperto ed ha guadagnato in espressione, come se ogni giorno vissuto fosse contenuto in ciò che si ascolta: l’esperienza della vita ha affinato e variegato l’esperienza artistica come un cesello. L’espressione, quindi, la fa da padrona, ma il fraseggio e la pronunzia sono assolutamente da sottolineare. 11703057_982122315161689_2458663136719644256_n E qui si pone un ipotetico dualismo che, a parere di chi scrive non va considerato difetto, ma pregio: è come se esistessero due vocalità per Alagna, una quando canta in italiano e l’altra quando canta in francese.

Nel CD in questione, “Donna non vidi mai” da Manon Lescaut di Puccini è un unico afflato di sentimento e di piena, matura vocalità espressiva. La voce sorride, sogna, teme, desidera, spera: pieno splendore in ogni istante, è radiosa e palpitante. La dizione italiana è perfetta, il fraseggio altrettanto…In verità dizione e fraseggio in entrambe le lingue sono perfetti…Tuttavia, quando Alagna canta in francese è come se avesse una marcia in più.11407226_10205110634102976_3655023266312172268_n

Con i suoni misti e a volte nasali delle vocali in lingua francese, il “suo” francese, che salgono in maschera e la utilizzano integralmente e con le inflessioni che la lingua italiana, il “suo” italiano, non possiede, il tenore tocca i vertici della qualità dell’emissione e conseguentemente dell’espressione. La sua voce sembra creata per cantare in francese, i suoi risuonatori per essere utilizzati per i suoni tipici di quella lingua. Miracolosamente anche la voce si addolcisce, si plasma, assume dei coloriti e delle sfumature che in nessuna altra lingua riesce a trovare, mediando con una naturalezza impressionante tra i gineprai di apertura e chiusura fonetica che entrambi gli idiomi natali presentano.

Non vuol essere un confronto fra le due ipotetiche vocalità di Alagna, ma solo una considerazione alla luce di ciò che si ascolta.

Massenet, poi, sembra il suo nume tutelare e in particolare la preghiera che il tenore interpreta nella registrazione “Ne puouvant réprimer…Adieu donc…” da Hérodiade è sentita e trasmessa in tutta la sua pienezza d’emozione e sentimento. La musica deve essere “nel cuore”, come dice egli stesso…e lo dimostra, svelando un mondo interiore dalla profondità quasi insondabile.

10983855_956728244367763_9171180243061373067_n La padronanza tecnica nelle evoluzioni vocali più ardue, poi, è assoluta: anche cantando in tedesco, i coloriti ed il passaggio di registro per giungere al falsetto di Magische tone di Karl Goldmark, da Die Konigin Von Saba, sono quanto di più raffinato si sia mai ascoltato in merito. Il tanto discusso “falsetto” si produce attraverso un complesso meccanismo muscolare e cartilagineo dell’apparato fonatorio, determinando la vibrazione del solo bordo delle corde vocali. Per tale motivo, il timbro vocale risulta povero di armonici, d’intensità più debole del canto a voce piena e produce un senso di “fissità” del suono. Non è facile cantare correttamente in falsetto, anche perché la voce può risultare di ridotta proiezione e soggetta ad una possibile fuga di fiato, anche se cantare con tale tecnica richiede un minore impegno muscolare. Si produce un timbro vocale apparentemente “falso”, da cui il termine che lo definisce, rispetto a quella che è la “voce piena”.

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Il falsetto di Alagna è perfetto e possiede anche molti armonici; appare essere per tale caratteristica, dunque, un falsetto cosiddetto “rinforzato”, ottenuto con il voluto abbassamento della laringe e la creazione di maggiore spazio di risonanza. L’estensione anche glielo consente, ma la padronanza dei mezzi è in casi come questo “conditio sine qua non”. Non un falsetto a voce fissa, irrigidita e contrastante con tutto il resto del brano, quindi, ma un falsetto a cui l’interprete giunge nel finale con una magistrale consapevolezza tecnica: non ci sono sbalzi, non c’è interruzione della linea di canto: un tutto unico, ottimizzando il passaggio da un registro all’altro con il minor cambiamento timbrico possibile, in un avanzamento graduale nella zona acuta fino a giungere all’ultima nota, con la coerenza di un tenore che abbia i propri punti di forza nella piena matrice belcantista. 11541036_976169415756979_3321679985893376030_n I mezzi di registrazione di oggi, inevitabilmente sofisticati, gli rendono questa volta piena giustizia, restituendocene una veridicità ed una inestimabile preziosità che non temono confronti e porgendo all’ascolto in tutto il loro mistero i “Magische tone”, i “Suoni Magici” che il titolo del brano promette e pretende. La regina di Saba ritorna fascinosa in un altro brano, “Faiblesse de la race humanine…Inspirez-moi, race divine…”, ma questa volta da Gounod, con palesi richiami al trascendente, alla solennità della meditazione religiosa e filosofica, sostegno nei momenti difficili della vita del corpo e dello spirito. Roberto Alagna si fa ascoltare con interesse per tutta la registrazione, in cui arie di varia natura e diversa motivazione si susseguono; fino a giungere ai toni tragici di “Il est dix heures…encore six heures…”, da “Le derniere Jour d’un Condamné, del fratello David Alagna, su idea dello stesso Roberto e libretto di Frédérico, da Victor Hugo, in cui esplode tutto un mondo interiore personalissimo. 1554370_708202132553710_845249198_n

Tale mondo, intriso di sentimenti familiari e di vita vissuta, è esso stesso un disperato anelito alla vita e vede quasi la materializzazione della voce, che si rende presente “bucando” ogni mezzo tecnico possibile, trascendendo i mezzi di registrazione e porgendo l’anima dell’interprete all’ascoltatore.

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Questo è un dono che Roberto Alagna sembra possedere: quello di rendersi non “voce da ascoltare”, ma soprattutto “spirito da percepire”. Egli può apparire a tratti come sintonizzato su onde misteriose: sembra trarle a sé, vibrare e trasmetterle con una forza che di rimando faccia vibrare all’ascolto della sua voce e che venga recepita portando a sintonizzarsi sulle stesse frequenze. Chi riesce a captare può sentirsi pienamente assorbito e coinvolto e, magari senza rendersi conto di ciò che accade, chiedersi come mai voglia tornare ad ascoltarlo…e ad ascoltarlo ancora… Il che si sublima nell’ultima aria registrata, “Recitar…Vesti la giubba” da “Pagliacci”, scritta da Leoncavallo per fare venir fuori con la prepotenza della passione l’essenza della vita di ogni essere umano che abbia consacrato la propria esistenza all’arte calcando le tavole del palcoscenico.

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Anche qui si afferma prepotente il suddetto gioco di specchi tra l’uomo e l’interprete, tra la verità della vita reale e la finzione del teatro, condizione che Roberto Alagna vive costantemente, facendo pure in questo caso pienamente suo, nel canto sofferto e partecipe, il significato profondissimo di uno dei brani più famosi dell’Opera italiana e ponendolo simbolicamente a conclusione del CD. Il tenore è oggi una delle voci più celebrate e celebri della sua generazione, ancora e per molto tempo a venire presente sui palcoscenici dei teatri più prestigiosi del mondo e auspicabilmente anche nelle vite di chi voglia rendersi partecipe in registrazione delle sue testimonianze artistiche di oggi, in attesa di quelle di domani. Dunque, questo CD “Ma vie est un’Opéra” è davvero un gran bell’ascolto, raffinatissimo e inconsueto: da consigliare.

Natalia Di Bartolo

PHOTO PAGINA FACEBOOK ROBERTO ALAGNA, UGO PONTE, AA.VV.

Dalla pagina Facebook di Roberto Alagna    https://www.facebook.com/RobertoAlagna.Tenor?fref=ts

MA VIE EST UN OPERA (CD) | CHRONIQUE par Natalia Di Bartolo pour operaeopera.com | “La vie est un jeu de miroirs mystérieux conduit par le destin – On ne peut s’empêcher de frissonner à l’écoute de ce CD”

http://operaeopera.com/…/il-nuovo-cd-di-roberto-alagna-ma-…/

EXTRAITS (traduit de l’Italien) :
“Au-delà de tout ce qui a été écrit à propos de ce CD, on décrypte le choix du contenu : inhabituel et non commercial mais de bon goût […] on ne peut s’empêcher de frissonner à l’écoute de ce nouveau CD de l’artiste franco-sicilien.
[…] Ce qui ressort de l’écoute de cet enregistrement est d’abord et avant tout le désir de raconter son histoire à travers l’Opéra; un mystérieux jeu de miroirs entre l’homme et les personnages qu’il joue, entre son histoire personnelle et celle de ses «héros», « pas toujours positifs, mais très humains et incarnés avec une grande intensité”.
[…] La voix a changé au fil des ans, elle a mûri, la puissance est toujours là, mais le son est comme “peaufiné”, plus large et enrichie dans l’expression, comme si chaque jour vécu était contenu dans ce que l’on entend : l’expérience de la vie l’a affiné et l’expérience artistique l’a ciselée. L’expression, alors, se fait maîtresse, mais le phrasé et la prononciation sont absolument à souligner. C’est comme si Alagna avait deux voix, l’une pour chanter l’italien et l’autre pour chanter le français.
[…] Le “Donna non vidi mai” de Manon Lescaut de Puccini, est une source d’inspiration unique de sentiments complets, la maturité vocale se fait expressive. La voix […] est rayonnante et dynamique. La diction italienne est parfaite, tout comme le phrasé.
[…] Massenet : “Ne pouvant réprimer … Adieu donc …” de Hérodiade s’entend et se transmet dans toute la plénitude de l’émotion et du sentiment.
[…] Dans le chant en allemand, la couleur et les notes de passage pour atteindre le falsetto dans “Magische Töne” de Karl Goldmark, extrait de “La Reine de Saba”, sont les plus raffinées que j’ai jamais entendues. […] Le falsetto d’Alagna est parfait et comporte une multiplicité d’harmoniques. […] Il révèle une connaissance parfaite de la technique, aucune rupture dans la ligne de chant.
[…] On écoute avec intérêt la totalité de l’enregistrement, dans lequel tous les airs et toutes les motivations différentes se succèdent; jusqu’à ce qu’on arrive à la tonalité tragique de “Il est dix heures … encore six heures …”, du “Dernier Jour d’un Condamné » de David Alagna, sur une idée et un livret de Roberto et Frédérico, d’après le livre de Victor Hugo, dans lequel explose tout un monde intérieur très personnel.
[…] C’est un don que Roberto Alagna semble posséder : Ne pas nous donner « une voix à écouter », mais surtout « un esprit à percevoir » […] Celui qui réussit à percevoir cet esprit, ne peut s’empêcher de revenir à cet enregistrement constamment.[…]
[…] Le ténor est aujourd’hui une des voix les plus appréciées et les plus fameuses de sa génération, et sera longtemps encore présent sur les scènes des théâtres les plus prestigieux du monde et, souhaitons-le dans la vie de ceux qui écoutent les enregistrements de ses témoignages artistiques d’aujourd’hui en attendant ceux de demain.”


MY LIFE IS AN OPERA (CD) | REVIEW by Natalia Di Bartolo for operaeopera.com | “Life is a mysterious mirrors effect driven by destiny – One can only be thrilled by listening this CD”

http://operaeopera.com/…/il-nuovo-cd-di-roberto-alagna-ma-…/

EXCERPTS (translated from Italian) :
“Beyond all that has been written about this CD, we can decrypt the choice of the tracklist: unusual, non-commercial, but nice and stylish […] one can only be thrilled by listening to the new album of the French-Sicilian artist.
[…] What emerges from listening to this recording is first and foremost the desire to tell his story through the Opera; a mysterious mirror effect between the man and the characters he plays, between his personal background and that of his “heroes”, “not always positive, but very human and embodied with great intensity.”
[…] The voice has changed over the years, it has matured, the power is still there, but the sound is like “refined”, more open and enriched in expression, as if every day he lived was involved in what we hear: refined by his life experience, chiseled by his art experience. His expressivity, then, is mistress, but his phrasing and pronunciation are absolutely noteworthy. It’s as if Alagna had two voices, one to sing in Italian and the other to sing in French.
[…] “Donna non vidi mai” from Puccini’s Manon Lescaut, is a unique source of inspiration for complete feelings, vocal maturity is moving. His voice […] is radiant and vibrant. His Italian diction is perfect, just like his phrasing.
[…] Massenet: “Ne pouvant réprimer … Adieu donc…” from Herodiate sounds and conveys feelings in all the fullness of pure emotion.
[…] In the singing in German, the color and the crossing notes performed to reach the falsetto in “Magische Töne” by Karl Goldmark, from “The Queen of Sheba, are the finest I have ever heard. […] Alagna’s falsetto is perfect and renders a multiplicity of harmonics […] It reveals a thorough knowledge of lyrical technique, no break in the vocal line.
[…] We listen with interest to the entire recording, in which all of the arias and all the different motivations succeed; until we come to the tragic tone of “il est dix heures … encore six heures …”, from “The Last Day of a Condemned Man” by David Alagna, based on an idea and a libretto by Roberto and Frederico, from Victor Hugo’s novel, in which explodes a very rich and personal inner world.
[…] It is a gift that Roberto Alagna seems to own: to give us not just “a voice to listen,” but above all “a spirit to feel and perceive” […] The one who manages to feel this spirit can’t help but constantly return to this recording.
[…] The tenor is today one of the most appreciated and best-known voice of his generation, and he will be for a long time on the stages of the most prestigious Opera Houses in the world and, hopefully in the lives of those who enjoy today’s records of his artistic activity, awaiting tomorrow’s.”

‪#‎MaVieEstUnOpera‬ ‪#‎MyLifeIsAnOpera‬

© Natalia Di Bartolo, 2015